Tabularium

La proposta e il preliminare

Non è un modulo. È il contratto.

Il foglio che l’agente ti fa scivolare sul tavolo si chiama proposta d’acquisto, e chi compra lo tratta come una manifestazione di interesse. Non lo è. Nel momento in cui l’accettazione del venditore ti raggiunge, hai comprato la casa — mesi prima del notaio, e con tutte le conseguenze che ne discendono.

Il momento in cui smette di essere reversibile

In un acquisto immobiliare italiano non esiste un periodo di ripensamento. Esiste un prima e un dopo, e la linea cade molto più presto di quanto quasi ogni compratore straniero si aspetti.

Il conto che nessuno ti annuncia prima della firma

Una proposta accettata le cui clausole bastano a formare un contratto preliminare — vale a dire quasi sempre — va registrata all’Agenzia delle Entrate entro venti giorni. Ha un costo vero, e chi compra lo scopre quando è già vincolato.

Di chi è il compito, e di chi sono i soldi

Se c’è di mezzo un’agenzia, è l’agente a dover richiedere la registrazione, ed è responsabile in solido dell’imposta insieme alle parti. Chi la paga davvero è materia di accordo: quindi mettetelo per iscritto, dentro la proposta, prima che tu firmi. Un’agenzia che lascia il punto nel vago lo sta lasciando a te.

DPR 131/1986

Tre parole che si somigliano e non sono la stessa cosa

Come viene chiamato il tuo assegno decide che fine fa se l’affare salta. La parola la sceglie chi ha redatto il modulo, e vale più di qualunque altra cosa vi sia stampata sopra.

E l’assegno in sé

Non trasferibile, intestato al venditore — mai all’agenzia, mai a un singolo agente — e lasciato in deposito fiduciario presso l’agenzia o il notaio fino all’accettazione e all’avveramento dell’eventuale condizione. Fatti rilasciare una ricevuta scritta con il numero dell’assegno.

art. 49 DLgs 231/2007

La clausola che vale più di tutto il resto di questa pagina

Se ti serve un mutuo e la tua proposta non subordina l’acquisto all’ottenerlo, un rifiuto della banca ti costa comunque la caparra e la provvigione. La clausola che lo impedisce è lunga quattro righe, e i moduli delle agenzie quasi mai la contengono.

E se manca

La banca dice no, tu non puoi rogitare, e la parte inadempiente sei tu. Il venditore si tiene la caparra, e all’agenzia spetta la provvigione, perché l’affare si è concluso quando la tua proposta è stata accettata. Non c’è niente di ingiusto in tutto questo: è semplicemente ciò che hai firmato.

artt. 1385, 1755 c.c.

Il testo della clausola

Sapere che cosa deve fare la clausola non è la stessa cosa che averla. Il testo italiano — quello che consegni all’agente, con le date, la caparra e la provvigione tutte chiuse — sta nel report «Il quadro completo», scritto per essere firmato così com’è e riletto prima di uscire.

Il quadro completo, 79 € →

Prima di firmare la proposta

Dieci cose da definire finché hai ancora potere contrattuale. Dopo l’accettazione, cambiarne anche una sola costa denaro.

Clausole che non ti vincolano

Fra un professionista e un consumatore, è nulla la clausola che crea un significativo squilibrio di diritti e obblighi a danno del consumatore. Nulla soltanto a tuo favore, e il giudice può rilevarlo anche se nessuno glielo chiede. Perché regga, è l’agenzia a dover dimostrare che è stata oggetto di trattativa individuale.

artt. 33, 34, 36 Codice del Consumo

La versione pratica

Fatti dare il modulo in anticipo. Portalo a casa. Fallo tradurre. Cancella a penna quello che non accetti, e fatti controfirmare le correzioni. Se si rifiutano di modificarlo, non firmarlo: la proposta si può scrivere da un’altra parte.

Il preliminare vero e proprio

Il compromesso. La forma scritta è obbligatoria, e il contenuto dev’essere completo: le parti, l’immobile, il prezzo, la caparra, i termini, la consegna, le dichiarazioni urbanistiche e catastali, lo stato dell’immobile, il condominio, le garanzie per i vizi.

La persona, non le carte

Se ti chiedono quanto puoi spendere, non rispondere

«Fino a quanto potresti arrivare?» Sembra che vogliano aiutarti. Ma se rispondi 200.000, quella casa non te la faranno mai pagare 180.000. Il tuo numero diventa il punto di partenza — e più è alto, più guadagna chi te l'ha chiesto, perché la sua provvigione è una percentuale del prezzo.

Non è cattiveria, è un metodo. Ce ne sono altri, e li riconosci nel momento in cui qualcuno te li nomina: la visita dove c'è «tanto interesse» e tu non incontri nessuno, l'offerta di un altro compratore che arriva sempre appena sopra la tua, il tuo stesso dubbio che ti torna indietro girato in modo che sembri risolto.

Questa pagina ti dice cosa stai firmando. Il fascicolo ti dice cosa dire — e cosa non dire — a chi te lo mette davanti.

Cosa non dire, 5 € →

Quando un’agenzia può chiederti la provvigione →
Tutto quello che può andare storto →

E le carte da chiedere prima di arrivarci

Niente di tutto questo è consulenza legale. Ogni riga qui sopra porta l’articolo o la sentenza da cui viene, e la data in cui è stata verificata — ma il tuo caso è il tuo, e va da un notaio prima che tu firmi.


Verificato il 25 ago 2026

Le parole che sentirai

Il notaio e l’agente le useranno così. Sono parole che anche molti italiani usano senza sapere cosa comportano.

rogito
L’atto di vendita, firmato davanti al notaio. In quel momento la casa diventa tua, si paga il resto del prezzo, e il notaio incassa le imposte.
proposta d'acquisto
La tua offerta, per iscritto. Ti vincola per i giorni che vi sono scritti, e quando il venditore la accetta e te lo comunica vale già come preliminare: non c’è un periodo per ripensarci.
preliminare (compromesso)
Il contratto con cui compratore e venditore si impegnano alla vendita, a un prezzo e entro una data. Va registrato entro 20 giorni. Non è una bozza: tirarsene indietro costa.
caparra confirmatoria
La somma che versi quando ti impegni. Se ti tiri indietro tu, il venditore la trattiene; se si tira indietro lui, te la restituisce doppia. Non è un «acconto», che è solo un anticipo e non torna mai doppio.art. 1385 c.c.
agibilità
Il documento che dice che l’edificio rispetta le regole di sicurezza e igiene. Una casa si può vendere anche senza, ma la mancanza va dichiarata nell’atto e pesa su valore, mutuo e uso: chiedilo prima della proposta.